Dal XXIII Congresso Nazionale della Società Italiana di Diabetologia giunge forte la richiesta della formazione del Volontariato, attraverso la figura degli Esperti Guida
“Le associazioni delle persone con diabete sono costituite da volontari coinvolti direttamente o indirettamente nella patologia, e quindi di regola, non professionisti. Frequentemente hanno conoscenze sanitarie, legali, psicologiche, tecniche a volte limitate e non in grado di intervenire efficacemente nelle attività dell’organizzazione, per questo è fondamentale che siano formati. Dalla L. 115/87 Le strutture sanitarie provinciali si avvalgono della collaborazione e dell’aiuto delle associazioni di volontariato”.
Nel suo intervento al Congresso tenutosi a Padova il 10 giugno scorso, Roberto Cocci, Presidente di Diabete Forum, ha evidenziato come “a garanzia dell’affidabilità dei volontari è indispensabile prevedere per loro appositi corsi di formazione che li rendano esperti guida per persone con diabete, in grado di svolgere attività di educazione all’autocontrollo, cioè all’autogestione della malattia ed al corretto stile di vita (alimentazione e movimento) in modo tale da prevenire l’insorgere delle complicanze legate alla malattia; e a dare informazioni sul corretto uso dei presidi e sulla conservazione dei farmaci”.
Oggi in Diabete Italia una commissione sta lavorando per aggiornare una delibera del 2003, la 1275, della Regione Toscana, che prevede la formazione del diabetico guida, in modo da adattarla alle nuove conoscenze sul diabete al fine di ottenere il riconoscimento del ministero e renderla applicabile in tutta Italia
Un corso di formazione che insegni e che alla fine verifichi il grado di preparazione gli esperti guida nella divulgazione della conoscenza della malattia in rapporto al diabete ed alla sua prevenzione, nella sensibilizzazione dell’opinione pubblica sui tanti problemi connessi con questa “malattia” e nel collaborare all’educazione dei pazienti con e con i medici. Inoltre essi devono essere formati ad educare i pazienti ad una corretta conduzione della vita giornaliera attraverso il corretto autocontrollo, ai corretti metodi di conservazione e di trasporto dell’insulina, nonché alla giusta tecnica dell’esecuzione delle iniezioni. Infine a sostenere i pazienti nelle loro varie attività, dalla scuola, al lavoro, al tempo libero.
Una figura qualificata, quindi, le cui competenze possono e devono essere messe a disposizione non solo degli associati, ma anche delle Istituzioni sanitarie.
L’auspicio è quello che questo tipo di formazione possa essere riconosciuta dal Ministero della Salute, dagli Assessorati regionali e dalle Aziende Sanitarie, che si concretizzi nella formazione degli esperti guida.
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